Frenchising Mona Lisa


COME FUNZIONA

A cominciare dal 27 Gennaio 2011, il canale Baradaran e’ visibile scaricando l’applicazione Junaio disponibile gratis in ogni smartphone Appstore. Per vedere la Mona Lisa che si anima, gli utenti devono scegliere il canale Frenchising Mona Lisa, e puntare lo smartphone sull’immagine del dipinto, sia all’interno del museo del Louvre, sia su qualsiasi riproduzione della stessa, ovunque nel mondo.



DICHIARAZION D’ARTISTA

La mia fascinazione con la Mona Lisa di Leonardo Da Vinci deriva dal processo storico della sua “naturalizzazione”, dove la rappresentazione di una nobildonna italiana e’ divenuta icona della Francia. Era un pezzo d’arredamento nella casa di un despota, una rifugiata di guerra, oggetto di desiderio nazionalista e di protesta pubblica. Il dipinto e’ divenuto immagine e luogo di proiezione culturale, essenzialmente disconnesso dalla propria storia.

A suo modo e’ lo stesso per l’ hijab. Vagamente tradotto come “modestia” le sue origini trascendono dalle convenzioni mussulmane. Sia che rappresenti un simbolo di liberta’ per alcuni o visto come un simbolo di repressione per altri, la cultura dell’hijab e’ complessa come il contesto da cui proviene. Nella Francia contemporanea l’hijab e’ divenuto parafulmine della “francesità” una minaccia agli ideali di un cosi’ detto stato laico.

In Frenchising Mona Lisa, la Gioconda prende vita attraverso l’Aumented Reality (AR), sollevando le sue placide mani per indossare un hijab tricolore.

Conformemente alla richiesta di un cambiamento demografico, politici di destra e sinistra hanno intrapreso un dibattito unilaterale, castigando la pratica islamica (e la sua interpretazione), mentre i fondamenti del secolarismo occidentale non sono stati messi in discussione, ignorando entrambi i significati sartoriali e le rivolte del ventesimo secolo, come la retorica presupposizione che la cultura dell’hijab e quella della Francia siano statiche e immutabili. In questo contesto il mio lavoro intende essere un commento a questa evasione e una richiesta per una nuova iconografia (post)nazionale.

Mi avvalgo della metodologia AR nell’Arte perche’ protende slittamenti concettuali-esperienziali significativi che si relazionano al mio interesse per una soggettivita’ radicale. L’oggetto di monitoraggio AR altera la conoscenza dello spazio e degli spazi relazionali, mentre lascia lo spazio fisico intatto, presupponendo un cambiamento nella coreografia del sociale. In piu’, confonde le definizioni correnti di proprieta’ fisica, rompendo la relazione tra la proprieta’ di uno spazio e l’agente della sua alterazione. Questa pratica attua un nuovo modo di fare graffiti, sfidando il concetto di sabotaggio, sconfinamento e vandalismo. Mentre i musei usano questa tecnologia per scopi didattici, devono anche abbraciarla come installazione artistica. Vorrei mettere questo concetto in questione e problematizzare le prerogative curatoriali, portando AR nei musei, esplorando le fenditure museologiche, attraverso le possibilita’ spaziali che AR crea.

Frenchising Mona Lisa e’ la prima iterazione di un movimento artistico, FutARism.

Questo movimento intende esplorare i cambiamenti esperienziali, concettuali e legali suggeriti dall’avvento dell’AR nelle modalita’ dell’arte contemporanea, nella sue pratiche e nella sua ricezione.