FutARism Manifesto Stamped

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Dichiarazione d’Artista

Ho presentato la performance FutARism Manifesto presso la galleria Benrimon Contemporary di New York, il 27 Gennaio 2011 per inaugurare la presentazione del suddetto movimento. Sotto gli auspici del FutARism, l’ Augmented Reality (AR) si impiega come nuovo strumento artistico, aggiungendo nuovi contenuti virtuali ad uno spazio dato, che possono essere usufruiti in tempo reale e in un contesto semantico all’interno del mondo reale. Opere d’Arte e luogi canonici saranno appropriati e aumentati. Queste installazioni virtuali saranno visibili attraverso una applicazione per smartphone. Di conseguenza la dichiarazione performativa di un movimento basato sull’AR prende la forma di un contenuto aumentato.

I markers, siano essi dei punti di interesse o delle forme geometriche saranno visibili attraverso l’ obiettivo dello smartphone e riconosciuti da una applicazione AR. Mentre un oggetto puo’ essere aumentato, ho scelto invece di aumentare i markers perche’ essi non sono piu’ all’avanguardia nella tecnologia virtuale. Un anacronismo nel concetto del divenire, essi sono coinvolti nel processo narrativo dello sviluppo tecnologico e nel paradigma di un’obsolescenza pianificata. In questo proggetto il marker è una parola d’ordine, che si trova al margine delle utopie di un vivere migliore attraverso il design, ricordandoci dell’ abbattimento delle implicazioni creative.

Come altre forme del segno, la calligrafia e’ avvolta nella metafisica della fisicità. Qui, la traccia della presenza digitale si attua nella performativita’ della calligrafia. La ripetizione dell’atto di stampare sulla superficie del pannello (uno spettacolo vecchio stile) crea il marker. Conoscenza generativa e tradizione antica sono esposte e incorporate in questo processo, costrette dal desiderio e dalla necessita’ (come un bambino che supplica "ancora, ancora, ancora" o il fort/da Freudiano). Cantando, Aria soffiata sopra un muscolo, l’interiorita’ ha reso l’esteriorita’ interiorita’, Rinforza questo trance produttivo, le imbrigazioni multistratificate di questa nuova carne. In piu’ cantando la poesia Sufi, si crea un centro da cui si evade una caduta nel puro spettacolo. La stampa costruisce e rende la superficie del pannello opaca, un palinsesto di speranza.

Un marker AR non esiste fine a se stesso, ma per lo spettacolo che produce (un miracolo moderno), una fantasmagoria contemporanea. Simile a quell’intrattenimento Vittoriano, il marker creato durante la performance sembra un pittoresco gioco di societa’. Come si attesta nel manifesto, il marker stesso e’ creato dalla tortuosita’ del testo Sufi spettacolarizzato e dalla ricerca di un’illuminazione divina. La leggenda originale racconta la storia di due maestri spirituali che provano a superarsi  l’uno con l’altro camminando sull’acqua e volando. Un terzo maestro dice loro che camminare sull’acqua rende simili ad un detrito che galleggia e volare rende simili ad una mosca: eventi miracolosi non ci avvicinano ai nostri Cari ma al molto umano atto di amare. Il processo e’ piu’ importante del prodotto nella ricerca della relazione col divino.